L’Italia che non ci piace



Purtroppo non esistono solo cose positive in Italia.

Non che ci illudiamo che possa esistere il tradizionale paradiso terrestre, ma indubbiamente l’Italia ha così tante fortune, che si potrebbe pensarla come uno degli angoli più felici del mondo.

Ahimè, le nostre tradizioni purtroppo non comprendono solamente cibo, arte, design, ma anche corruzione, inefficienza e una classe politica assolutamente inaffidabile.

Inoltre, noi italiani siamo riconosciuti in tutto il mondo come gli insuperati maestri nell’arte dell’evasione fiscale, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare.

C’è però qualcosa che, soprattutto in alcune aree del nostro paese, cattura immediatamente l’attenzione dei nostri visitatori, che siano migranti piuttosto che turisti o uomini d’affari: l’atteggiamento assolutamente selvaggio che contraddistingue le persone per la strada, dove l’impressione è che leggi e regole siano soltanto un optional, di cui si possa o no tenere conto a proprio piacimento.
Ora, non che parcheggiare la propria vettura in doppia file, chiudendo senza pietà il malcapitato che aveva trovato un regolare parcheggio, sia un crimine degno della pena capitale, e nemmeno lo è il non fermarsi in presenza di un semaforo rosso.
O magari guidare a cento Km/h o più percorrendo una strada piena di attraversamenti pedonali, o perfino comportarsi su una strada a tre corsie come se si fosse su una pista da slalom, tanto per sorpassare qualche automobile.
Il fatto è che non esiste probabilmente nulla che più di ciò sia emblematico di come l’italiano medio tenga in poca considerazione delle elementari regole di comportamento pubblico. “Quello che va bene per me va bene per tutti”, sembra sia il motto cui ci ispiriamo noi italiani.

E poi, tassisti furbetti che escogitano ogni possibile stratagemma per poter “fregare” i passeggeri, ristoranti che arrotondano i conti, venditori ambulanti che approfittano di giornate particolarmente calde per vendere acqua a bibite ad un prezzo che uno si aspetterebbe di pagare per l’equivalente quantità di liquore, e “dulcis in fundo” hotel che offrono un servizio assolutamente scadente in relazione alla categoria di appartenenza, dove spesso non si riesce nemmeno a trovare una persona che si esprima in un inglese decente, e dove si paga un occhio della testa, per tacere del fatto che spesso viene addirittura richiesto il pagamento anticipato.

Insomma, sembra proprio che noi italiani non riusciamo a liberarci di certi vizietti consolidati.
Ci lamentiamo del fatto che riceviamo meno turisti di quanti il nostro meraviglioso territorio potrebbe meritare, ma quando loro arrivano noi proviamo ad ingannarli in ogni modo possibile, e alla fine pretendiamo persino di mostrarci risentiti e offesi se qualcuno redige un rapporto poco lusinghiero per noi dopo la propria vacanza in Italia.

Posso soltanto dire che esiste una minoranza di italiani che si vergognano sinceramente di tutto ciò, e che quando viaggiano fanno fatica a sopportare la terribile reputazione che ci siamo conquistati.

La nostra opinione è che non si possa rendere peggior servizio alla propria terra, che pretendere di ignorare i lati negativi, in nome di un presunto patriottismo che è solo di facciata.
Non riusciremo a progredire, e men che meno miglioreremo la nostra immagine nel mondo, se continueremo a pretendere che le glorie e le bellezze ereditate dal passato, sulle quali non possiamo vantare alcun merito, siano sufficienti a metterci su un piedistallo e ci dispensino dal doverci sforzare di riempire il gap che ci separa dai paesi più evoluti d’Europa.

Ecco alcune pagine esemplificative di quanto scritto. Buon divertimento.